Alla ricerca del suono perfetto: sette giorni nella natura ligure
Per realizzare i suoni naturali della nuova App di mindfulness ho deciso di partire da un principio molto semplice: se volevo offrire un’esperienza autentica, dovevo registrare la natura nel modo più autentico possibile.
È iniziata così una piccola avventura tra Borghetto Santo Spirito, Loano, Ceriale e Toirano, in Liguria, alla ricerca dei luoghi e dei momenti giusti per catturare suoni capaci di trasmettere calma, presenza e immersione.
Per sette giorni la sveglia è suonata alle 4:30 del mattino. Non per scelta, ma per necessità: le prime ore dell’alba sono infatti il momento in cui il paesaggio sonoro è più pulito. Il traffico è ancora lontano, le voci delle persone praticamente assenti e la natura comincia lentamente a prendere vita.


Con l’attrezzatura per la registrazione ho percorso sentieri, zone boschive, corsi d’acqua e aree costiere, cercando ogni volta la posizione esatta in cui fermarmi. A volte bastavano pochi metri per cambiare completamente ciò che arrivava al microfono.
Non si trattava semplicemente di “registrare un ruscello” o “registrare il mare”. Bisognava ascoltare.
Capire da dove arrivava il vento, individuare il punto in cui l’acqua produceva il suono più interessante, evitare rumori lontani, aspettare che passasse un’auto o che un gruppo di persone si allontanasse. In alcuni casi ho aspettato diversi minuti prima di poter iniziare una registrazione.
Il risultato è una raccolta di suoni naturali registrati direttamente sul campo, pensati per diventare parte dell’esperienza sonora della nuova App di mindfulness.

Il progetto nasce proprio dall’idea che il suono possa avere un ruolo importante nel creare uno spazio di pausa e di concentrazione. Per questo ho voluto evitare, dove possibile, registrazioni generiche o semplicemente “belle da ascoltare”: cercavo suoni reali, profondi e immersivi, capaci di restituire la sensazione di essere realmente lì.
Sette giorni, sveglie nel cuore della notte, chilometri a piedi, attese e moltissime registrazioni.
Ma soprattutto, sette giorni passati ad ascoltare la natura prima ancora di registrarla.
E forse è proprio questa la parte più bella di questo progetto: per creare dei suoni destinati alla mindfulness, ho dovuto prima imparare ad ascoltare con ancora più attenzione.




